Fabrice Gygi, Hilar Stadler e Tilla Theus ricevono il Gran Premio svizzero d’arte / Prix Meret Oppenheim 2026
Berna, 12.02.2026 — Su raccomandazione della Commissione federale d’arte, l’Ufficio federale della cultura (UFC) ha deciso di attribuire il Gran Premio svizzero d’arte / Prix Meret Oppenheim di quest’anno a Fabrice Gygi, Hilar Stadler e Tilla Theus. La cerimonia di premiazione, alla presenza della consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider, si terrà a Basilea il 15 giugno 2026, giorno di inaugurazione della mostra Swiss Art Awards.
Dal 2001 con il Gran Premio svizzero d’arte / Prix Meret Oppenheim (PMO) sono insignite personalità del mondo dell’arte, dell’architettura, della critica, dell’edizione e delle mostre. Ciascuna distinzione ha un valore di 40 000 franchi.
Fabrice Gygi
Nelle sue opere Fabrice Gygi (nato a Ginevra nel 1965) indaga le dinamiche messe in atto dalle autorità, facendo uso di sculture e performance che attingono al registro delle infrastrutture di protezione e controllo quali ostacoli anticarro, recinzioni metalliche, teloni, armadietti, tende e sacchi di sabbia. Queste forme vengono trasformate ingrandendone le dimensioni o ibridando universi differenti, come nel caso di Vigie, una torre di controllo alta dodici metri presentata alla 25a Biennale di San Paolo nel 2002 in rappresentanza della Svizzera.
Avvalendosi di materiali che richiamano situazioni di emergenza, Fabrice Gygi insiste sull’idea di individui nomadi e fragili, costantemente in movimento. Nel 2009, per la 53a Biennale di Venezia, colloca nella chiesa di San Stae una serie di armadi metallici chiusi con lucchetti, in modo da ricreare una struttura per le provviste di emergenza. Lo scopo dell’installazione era riflettere sul duplice significato che il concetto di protezione riveste per quel luogo: quello di monumento storico protetto e di potenziale rifugio per la popolazione civile. Dopo aver sperimentato con incisioni, performance, sculture, installazioni e gioielli, oggi porta avanti la ricerca sulle linee astratte attraverso l’acquarello e la pittura a olio. Fabrice Gygi è stato co-fondatore dello spazio d’arte Forde a Ginevra nel 1994, oltre che docente all’ECAL e alla HEAD. Nel 2021 ha vinto il Prix de la Société des Arts de Genève. Le sue opere fanno parte delle collezioni di istituzioni quali il MAMCO di Ginevra, il M HKA di Anversa (BE) e il Centre Georges Pompidou di Parigi (FR).
Hilar Stadler
Hilar Stadler (nato a Lucerna nel 1963), curatore e direttore museale, è un innovatore nel panorama dei musei svizzeri. Dal 1996 dirige il Museum im Bellpark a Kriens, che ha trasformato in un zeitgenössisches Heimatmuseum (letteralmente un museo contemporaneo della patria) in cui la storia locale dialoga in maniera inedita con le correnti internazionali contemporanee della fotografia, dell’architettura e dell’arte. È particolarmente apprezzato per la sua capacità di rivolgersi a tipi di pubblico diversi e di dimostrare come un’istituzione regionale con poche risorse possa svolgere un lavoro eccellente.
Dopo aver studiato storia dell’arte e scienze cinematografiche all’Università di Zurigo, Hilar Stadler inizia a sviluppare un approccio curatoriale unico, basato sul ruolo dell’attività culturale nella nostra società. Si distingue per le mostre audaci, che trattano soggetti inaspettati quali autostrade, bunker, baracche o strutture associative, intese come modello per il futuro. Ad esempio, con la mostra e la pubblicazione Las Vegas Studio, basate sull’archivio di Robert Venturi e Denise Scott Brown, ha fornito un contributo di rilevanza internazionale alla ricerca sugli spazi suburbani. Nel corso degli anni, Hilar Stadler ha fatto scoprire anche figure di rilievo come il pioniere della fotografia aerea Eduard Spelterini o la cultura dei ciclomotori in Svizzera (2005), ma anche artisti e artiste con approcci diversi come Jean-Frédéric Schnyder (2012), Lutz e Guggisberg (2014), la fotografa Sabine Weiss (2016) e Kim Gordon (2022). Sempre nel 2022 ha organizzato una mostra a quattro mani insieme a Hans Ulrich Obrist. Nel 2014 ha invece contribuito alla realizzazione della mostra Architecture of Hedonism per la Biennale Architettura di Venezia. Dal 2015 Hilar Stadler è anche alla guida della fondazione Adolf Wölfli presso il Kunstmuseum di Berna.
Tilla Theus
La pioniera Tilla Theus (nata a Coira nel 1943) è una delle figure di spicco del postmoderno elvetico e con le sue opere ha lasciato un segno nella storia dell’architettura del nostro Paese. È anche la prima donna architetto a vincere da sola il Gran Premio svizzero d’arte. La Commissione federale d’arte rende omaggio al suo lavoro esemplare nel trattare la sostanza storica e nell’integrare elementi nuovi negli edifici esistenti. Approcci che oggi trovano riscontro soprattutto nella prospettiva di un’architettura sostenibile e rispettosa delle risorse.
Tilla Theus si diploma al Politecnico federale di Zurigo nel 1969 e subito dopo apre il proprio studio. Rispetto all’architettura rigorosa e funzionalista dell’epoca, sviluppa un linguaggio basato su colori, decorazioni e atmosfere, che viene inizialmente criticato, per poi imporsi progressivamente. Con il primo progetto, la casa anziani di Mollis nel Cantone di Glarona (1970–1973), getta le basi del suo approccio, il quale trova in seguito la massima espressione nell’hotel Widder in Rennweg a Zurigo (1985–1995), frutto della trasformazione di otto edifici indipendenti in alloggi a cinque stelle. Tra le altre opere più rappresentative ricordiamo la stazione di polizia nei pressi del ponte Rathausbrücke a Zurigo (1985–1993), il ristorante Weisshorn ad Arosa (2006–2012) e la sede della FIFA, sempre a Zurigo (2003–2006). Nel 2023 Tilla Theus, ancora oggi molto attiva con il suo studio tra i Grigioni e Zurigo, ha ricevuto il Premio grigionese per la cultura.
Gran Premio svizzero d’arte / Prix Meret Oppenheim
La cerimonia pubblica di consegna di questo e degli altri Premi svizzeri d’arte avrà luogo lunedì 15 giugno 2026 a Basilea in occasione degli «Swiss Art Awards», alla presenza della consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider.
Una pubblicazione con interviste inedite permetterà di conoscere meglio i vincitori e la vincitrice di quest’anno. La mostra Swiss Art Awards sarà inaugurata il 15 giugno al padiglione 1.1 della Fiera di Basilea a margine di Art Basel, in programma dal 16 al 21 giugno 2026. Per maggiori informazioni: www.swissartawards.ch, www.schweizerkulturpreise.ch/it